La mia terra

Nel gruppo delle Tarantole grandi (dai 6 anni), abbiamo riflettuto sulla differenza tra

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E ci siamo concentrati sull’espressione “la nostra terra”, la nostra patria, il nostro paese.

Concetto non facilissimo per bambini che sono in alcuni casi nati in Italia, ma venuti in Australia da molto piccoli, in altri casi nati da genitori italiani ma altrove oppure ancora nati in Australia da genitori italiani (la piccola scrittrice in erba è un esempio perfetto di questi Third Culture Kids: nata da genitori (1)italiani negli (2)Stati Uniti e cresciuta in (3)Australia). Quindi abbiamo parlato di terra e patria dei nostri genitori e della lingua che parliamo con loro.
Sarebbe curioso però domandare ai nostri bimbi: qual è la tua terra? Se lo fate, raccontatemi le risposte nei commenti qui sotto!!!

Abbiamo fatto un gioco che vi propongo di fare con i vostri figli (un modo efficace per farli scrivere un pochino in italiano). Ho detto ai bambini: sapete che l’Italia non è sempre stata una nazione unita? In realtà è “nata” non molto tempo fa. Prima di raccontarvi la storia vera, voglio chiedervi di inventare voi una leggenda, una storia di fantasia in poche righe di come è nata l’Italia. La storia deve iniziare con le parole:

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all’improvviso…oppure di colpo…oppure ad un certo punto…

Ed ecco alcune delle creazioni delle nostre Tarantoline.

 

Suggerimenti per un’attività a casa

Come avrete osservato, uno dei punti deboli dei nostri bimbi bilingui è l’ortografia: in particolare le doppie e gli accenti. Se avete tempo durante questi due mesi che ci separano dal nostro prossimo incontro, concentriamoci sulle doppie. Eccovi i link ad alcune attività utili e spero non troppo noiose sulle doppie.

http://rossanaweb.altervista.org/blog/es_online/ortogr_doppie/ortogr_doppie.htm
http://rossanaweb.altervista.org/blog/es_online/ortogr_doppie/ortogr_doppie2.htm
http://www.baby-flash.com/wordpress/italiano/ (scendete nella pagina e provate i giochi sulle doppie)

Se googlate  schede o esercizi per la scuola primaria sulle doppie, potrete trovare molte schede da stampare e completare insieme ai vostri bimbi. Buon lavoro!

 

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Acqua, acquazzoni, acquolina…

Poi ci sono giorni in cui la piccola scrittrice in erba dice con orgoglio: “Devo fare italiano!” E come posso non acconsentire?

Da cosa nasce cosa

Qualche tempo fa avevamo fatto un piccolo lavoro sui pianeti e il sistema solare. Quando ieri abbiamo ripreso in mano il quaderno di italiano, dove raccogliamo tutte le schede e attività che ci capita di fare, per inserire i nostri lavori della mostra sui samurai, ci siamo ritrovati a rileggere insieme la scheda sul sistema solare…

sistema solare

…al termine della quale si parla di ciclo dell’acqua. (PS: date un’occhiata allo spelling della parola LUCE ;o) Dal rientro in Australia la piccola scrittrice è un po’ confusa: spesso scrive in italiano usando le regole, se così si possono definire, dello spelling inglese. E questo ne è un chiaro esempio!)

La scrittrice piccola, curiosa per natura, mi chiede di spiegarle di cosa si tratta e io ho il mio asso nella manica: un bellissimo racconto scaricato tempo fa sull’iPad, la storia della Gocciolina Chiara (cliccando sul titolo potete scarica direttamente il pdf).

Chiara Giramondo. Una goccia alla scoperta del ciclo dell’acqua.

Lo abbiamo letto insieme. La grafica è molto bella e il testo è semplice ma non banale. La piccola scrittrice ha apprezzato molto!

Al termine le ho stampato due schede: una che riassume il ciclo dell’acqua in modo semplice e l’altra in cui riordinare la storia di una goccia d’acqua.

Parole

Come noterete, la parola ACQUA risulta piuttosto complicata da scrivere per la piccola scrittrice. Quindi ne abbiamo approfittato per dare una rispolverata alle parole con la -Q. Per fortuna si ricordava di averle imparate a scuola in Italia (grazie Maestra Donata!!!), e si è divertita ad utilizzarle in queste due semplici attività ( 1 e 2).

Nella prima abbiamo letto insieme il breve racconto e abbiamo inserito le parole copiandole dal riquadro. Colgo l’occasione per dirvi che traggo molte schede didattiche dal sito Ciao Bambini. Ve lo consiglio.

acqua

La seconda attività consiste nello scegliere, fra due versioni della stessa parola, quella corretta. Per fare la scelta, ho spiegato alla piccola scrittrice l’uso della lettera Q in italiano e le ho scritto le eccezioni su un foglietto, sul quale poteva controllare durante la scelta.

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Ne è risultata una piacevole attività che ha occupato qualche ora del nostro pomeriggio insieme.

Letterine

Ecco cosa mi ha scritto Anna dal Colorado:

Ciao Elena,
ecco qui cosa facciamo noi al momento, quando abbiamo voglia di scrivere in italiano.

La bimba grande come sai ha iniziato il Kindergarten, e a scuola scrive spesso delle “notes” – alla mamma, al papà, a sua sorella (e gliele recapita nella classe a fianco!), alle sue amiche. Ci ha proprio preso gusto!

Ho notato che non le correggono mai lo spelling delle parole. La maestra ha confermato che con i kindergarteners fanno proprio così- li invogliano a scrivere, si fanno leggere quello che hanno scritto, ma non li correggono. Ci penseranno le maestre del 1st grade. OK! Se va bene per voi, va bene anche per me!

Ho comunque notato che dall’inizio dell’anno ad oggi per alcune parole si è già in qualche modo corretta da sola. Inizia anche a leggere, e quindi ormai riconosce come si scrivono alcune parole che vede più di frequente.

E siccome queste “notes” sono la sua grande passione, anche a casa ne scrive in quantità. Le chiamiamo “letterine”, però.

Oggi scrivo a… i cuginetti! E poi… ai nonni! E anche alle zie (tutte quante, una per una!). Le poste ringraziano, e l’attesa di una risposta è la parte più difficile 🙂 Spesso mi trovo dei bigliettini come quello che ti allego sparsi per la casa.

letterina di Emma

L’ altro giorno, in fondo ad un libro del nostro autore preferito (Agostino Traini, ci piacciono da matti i suoi libri!) abbiamo trovato il suo indirizzo. E allora… una letterina anche per lui! Chissà se ci risponde?

Maestra Elena, una domanda per te: quando scrive in italiano, la dovrei correggere? Le doppie, per esempio, sono una cosa davvero misteriosa… Basterà come per l’inglese che legga le parole per imparare piano piano a scriverle correttamente?
Un abbraccio, a presto!

Che meraviglia quando piccoli scrittori in erba mostrano tanto entusiasmo per la scrittura! Complimenti a Anna per essere riuscita a rendere questa attività attraente per la sua bimba di soli 5 anni e mezzo.

Spelling e ortografia

Sono in realtà, a mio parere due concetti profondamente diversi perché altrettanto profondamente diverse sono le due lingue a cui fanno riferimento. Scrivere in italiano è estremamente più semplice (o sarà che è la mia lingua madre?). In realtà non sono solo io a pensare che lo spelling inglese non abbia nessun senso, leggete questo articolo, per esempio! E pensate a parole come cucumber – guardate come si scrive e pensate a come si legge oppure finite/infinite – sempre pensate a come si leggono…io, sinceramente, non capisco proprio dove sia il senso.

Pensando all’ortografia italiana: come abbiamo imparato a  scrivere senza sbagliare le parole con le cosiddette “difficoltà ortografiche”? (trovate alcune definizioni di ortografia e errori in questo post, oppure cercate nel tag ortografia). Io mi ricordo i dettati della mia maestra, gli esercizi e sono sicura che la maestra mi correggesse gli errori ortografici nei testi che producevo, chiedendomi spesso di riscrivere le parole che avevo sbagliato. Ma si tratta di troppi anni fa.

Come comportarsi con una bimba di neanche 6 anni che fa alcuni errori mentre si affaccia al meraviglioso mondo della scrittura e ne scopre parola dopo parola i segreti ?

Io con la mia piccola scrittrice in erba attuo un low profile approach ;o). Se mi chiede come si scrive una parola glielo dico, magari le chiedo di scrivere le sillabe piane da sola, accompagnandola ripetendo il suono, ma le dico “la parte difficile”. Ad esempio oggi stava scrivendo la parola sogno: le ho fatto scrivere da sola so, pronunciandolo in modo chiaro, e poi le ho spiegato come si scrive il suono gn (ma non mi aspetto che se lo ricordi, per ora). Se scrive da sola, non le faccio correggere gli errori, magari a volte le dico se qualche parola si scrive in realtà in modo diverso.

Facendo qualche ricerca online per rispondere alla domanda di Anna, ho trovato un’interessante piccola ricerca in una scuola sugli errori di ortografia e il modo per correggerli (qui potete scaricare il pdf) e mi ha colpito in particolare la riflessione sugli approcci errati per insegnare a scrivere in modo corretto, che vi riporto qui

Abitudini didattiche errate:

– correzione dell’insegnante (portare a casa i quaderni per correggere)
– separazione dei saperi disciplinari (sto attento all’ortografia solamente quando faccio italiano)
– esercitazioni standardizzate mirate al recupero, ovvero gli esercizi “classici”
– assenza di percorsi metacognitivi (quelli che agiscono sui processi)

Gli errori di ortografia: cause, caratteristiche e percorsi di recupero. Indagine condotta nelle classi terze, quarte e quinte della scuola “Anna Frank” (a.s. 2005/2006)
http://share.dschola.it/annafrankto/PROGETTI/L2/MATERIALE%20DI%20STUDIO/ORTOGRAFICI%20IMPERTINENTI.pdf

Nel pdf potete poi trovare molti suggerimenti su come lavorare sui quei “processi metacognitivi” che permettono di ragionare sul senso più che sulla tecnica, un approccio quanto meno interessante.

Quindi, io mi auguro che la bimba di Anna continui a scrivere molte letterine, anche con qualche errore e lascerei l’intervento a “tra un po’”. Per ora mi godrei la parte divertente…aspettare le risposte!!!

Lettura e ortografia

mucca mokaA proposito dei libri di Traini che amano molto Anna e le sue bambine. A parte il fatto che almeno La mucca Moka dovrebbero averla tutti nella propria libreria ;o), volevo invitarvi riflettere sul fatto che leggere è uno dei modi migliori per imparare a scrivere. Non intendo scrivere dal punto di vista dello stile (quello viene dopo), ma proprio banalmente scrivere le parole in modo corretto.

Qualsiasi sia il vostro autore preferito, leggere insieme ai bambini li prepara ad essere buoni scrittori!

Se anche i vostri bimbi amano scrivere letterine o qualsiasi altro “genere letterario”: poesie, racconti o liste della spesa..non esitate a condividerlo con noi! 

Di pesci e rane

Alle volte, anche un compito improvvisato all’ultimo secondo, diventa un interessante momento di riflessione linguistica o anche solo una bella esercitazione…

La piccola scrittrice in erba è tornata da scuola con un’irrefrenabile voglia di scrivere in italiano. Detto fatto, le ho chiesto di scegliere una lettera dell’alfabeto e le ho stampato al volo una scheda dal sito di una maestra italiana che mette moltissimo lavoro in rete e al quale mi rivolgo quando cerco qualcosa di veloce e pronto, oppure qualcosa che sia “molto italiano”, intendo molto simile a quello che si potrebbe vedere in una classe in Italia.

Il sito si chiama www.lannaronca.it e vi invito a tenerlo presente se volete risparmiarvi la fatica di preparare materiale ad hoc.

Per i più piccoli

Per la piccola scrittrice in erba, ho stampato velocemente la pagina della lettera V (da lei richiesta) e le ho chiesto di le ggere e scrivere le sillabe che si formano unendo la lettera V con una delle vocali, poi di completare le parole guardando i disegni.
E qui inciampiamo nel gap culturale che separa me dai miei figli…perché nessun bambino italiano sarebbe in difficoltà (?) a riconoscere una VAligia o un secchio VUoto…ma down under…non è che queste parole ci vengono proprio in mente subitissimo!

lettera VEcco perché ritengo importante ogni tanto, quando capita, infilare una scheda “italianissima” nel lavoro con i bambini. Il lavoro che preparo io per loro, è mediato dalla mia consapevolezza del loro livello di italiano e stile di apprendimento. La scheda che trovo nel sito dell’annaronca no, e mi aiuta a coprire quei buchi che lascio per strada…

Abbiamo anche stampato un bel libriccino con protagonista un pesciolino, anzi tanti pesciolini, che la piccola scrittrice in erba ha letto, colorato e mostrato con orgoglio al papà la sera.

pesci e arcobaleno

Nel frattempo…

ranaGià che avevo aperto il sito, ho stampato un lavoro veloce per lo scrittore. Il suo maestro di quest’anno è appassionato di rane. No, non per il risotto…proprio ha una passione per rane e tartarughe e ha allestito due grossi terrari/acquari che i bambini aiutano a gestire. Così ho stampato un piccolo libretto sul ciclo di vita della rana, ho chiesto alla scrittore di leggerlo, di ricopiare i nomi che riguardano il ciclo di vita della rana, tanto per memorizzarli, e poi di rispondere a due domande.

E anche qui, bang…duro scontro con un fraintendimento di termini.

Una delle domande era: descrivi un girino.
Lo scrittore si è interstardito nel sostenere che per descrivere non devi dire come è fatto (le sue parti), ma solo come sembra (aggettivi: grande, piccolo, leggero…). Ovviamente deve essere stato un fraintendimento legato al termine, ma anche legato a qualcosa che hanno fatto a scuola e che ha trasferito.

Ne è nata una discussione interessante che da un lato, mi ha fatto un po’ innervosire perché mi sembrava così chiaro quello che stavo chiedendo; ma dall’altro ci ha permesso di confrontare quello che nelle nostre rispettive teste “descrivere” significa e arrivare ad una definizione condivisa.

Adesso vediamo se riesco anche a convincerlo a completare la sua descrizione del girino!!!

Anche per voi nascono dei fraintendimenti lessicali o di contenuto con i vostri bimbi bilingui? Avete tecniche speciali per superarli senza conflitti e soprattutto trasformandoli in occasioni per imparare? Sorgono anche all’interno di famiglie italiane in Italia? Quest’ultima domanda mi incuriosisce molto…

Una scuola grande come il mondo

Per i bambini italiani, e per il mondo a nord dell’Equatore, la scuola è iniziata proprio quando da noi ci godiamo le vacanze di primavera.

Non senza azzardare qualche compito di italiano, tanto per tenerci in allenamento e godere delle meravigliose storie raccontate con un linguaggio semplice (proprio quello che ci vuole per i miei bimbi bilingui) e allo stesso tempo ricco, da Gianni Rodari.

E così lo scrittore e la scrittrice grande hanno fatto il loro primo dettato in italiano, al solo scopo di capire quali sono i loro errori più comuni. E la piccola scrittrice in erba ha arricchito questa bellissima poesia di un colorato disegno.

Una scuola grande come il mondo

di Gianni Rodari

piccola scrittrice in erba

piccola scrittrice in erba

Rodari_Sara

scrittrice grande

scrittore

scrittore

Buon anno scolastico!