La mia famiglia viene da…

Il focus del nostro gruppo delle Tarantole quest’anno è sui Quattro Elementi e con il gruppo dei grandi vorremmo sviluppare alcuni temi legati alla geografia. Per questo dopo il breve accenno alla nascita dell’Italia, abbiamo giocato a ricomporre un semplice puzzle dell’Italia in tre pezzi e a riflettere sulla forma dell’Italia e sulla suddivisione in regioni.

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E poi ci siamo chiesti: da quale regione arriva la nostra famiglia?

Femminile o maschile?

Nel rispondere alla domanda abbiamo scoperto che alcune regioni sono “femmine” e altre sono “maschi”: la Lombardia è femmina e il Lazio è maschio, per esempio (con grande disappunto di una delle Tarantoline ;o). Quindi abbiamo scoperto che in italiano tutte le parole sono femminili o maschili e abbiamo anche scoperto che per essere sicuri a quale genere appartenga una parola, non basta guardare con quale lettera finisce (-a oppure -o), ma bisogna conoscere quale parolina le precede, ovvero quale articolo.

da dove vieni

Suggerimenti per un’attività da fare a casa

Eccovi due giochi da fare mentre aspettate il prossimo incontro delle Tarantole:

1- Scarica questo documento delle regioni italiane e indovina quale articolo ci vuole davanti al nome di ogni regione.

2- Scarica questa pagina colorata e allenati a scegliere l’articolo corretto.

grammatica

 

PS: Questa pagina è tratta del libro: Grammatica Italiana per bambini da 7 a 11 anni di Sabrina Galasso, Alma Edizioni, pag. 60. Questo libro è pensato per bambini che studiano l’italiano come seconda lingua, ma penso che sia proprio adatto ai nostri bimbi bilingui che non andando a scuola in Italia, non sempre conoscono in modo sicuro la grammatica della nostra bella lingua (specialmente se la loro lingua è l’inglese!). Semplice e colorato, ve lo consiglio!!!

A questo punto penso siate pronti per allenarvi a riconoscere dove si trovano le regioni italiane con questa cartina muta online: http://online.seterra.com/it/vgp/3092

Buon divertimento!

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Non mi non piace

Da quando ho assaggiato il sushi,
ho scoperto che non mi non piace il cetriolo

Parola di scrittrice grande ;o)

Ovviamente per prima cosa ci siamo fatto quattro risate…

Poi però la mia deformazione professionale da maestra mi ha portato a pensare da dove viene questa stranissima costruzione di una frase con doppia negazione. A proposito, il significato dovrebbe essere “non mi dispiace”…come quando esprimiamo che una cosa ci piace anche se non è la nostra preferita…

red sox shirtper esempio a me non dispiace questa maglietta rossa

(anche se il rosso in genere preferisco non indossarlo).

Riflessione n. 1

In italiano possiamo trasformare una parola positiva in negativa in diversi modi.
Ho trovato almeno tre prefissi di negazione:

a- / an- : come sociale che diventa asociale, o alfabeta che diventa analfabeta

dis- : come per piace e dispiace

in- (e anche im- / il- / ir-) : come incoerente, impaziente, illogico e irrazionale

E altri due di privazione, che un po’ una negazione è:

s- : come in cortese e scortese, o valutare e svalutare

de- : come in costruire e decostruire, ad esempio.

(fonte: http://www.unibg.it/dati/corsi/24169/60754-Lista_morfemi_italiano_Facchi.pdf)

Con tutte queste possibilità, posso capire che ci si possa sentire un po’ confusi.

Riflessione n. 2

In italiano poi, utilizziamo la doppia negazione. Ad esempio diciamo Non voglio niente oppure Non sono amico di nessuno. E qui ancora si creano confusioni con i miei piccoli bilingui. In particolare quando faccio una domanda negativa in cui la risposta può essere solo sì o no…beh, a volte mica capisco cosa intendono….loro! Quando dico: Non metto il prosciutto nel panino? Se mi aspetto una risposta negativa, dovrebbe essere No, grazie…ma loro mi dicono…Sì…non lo voglio! Che pasticcio! Capita anche a voi? Capita solo con i bilingui inglesi?

Tocca a voi!

Di pasticci linguistici con i bimbi bilingui ne nascono molti, ma questo che definirei “uno strano modo di creare una negazione” mi ha particolarmente colpito perché nuovo. Siamo abituati a sentire verbi inglesi declinati all’italiana (che ne dite di jumpare?) o preposizioni piazzate a casaccio nella frase (questa è la bambina che ho giocato con) o aggettivi in luoghi inaspettati (rosse scarpe in casa nostra è diventato un cliché)…

ma non mi non piace è proprio bellino e originale…ne trovate uno più strano di così? Lasciatemelo nei commenti, please!!!