ma soprattutto…perché? (1)

Grazie al gruppo delle Tarantole ho avuto l’opportunità di incontrare molte famiglie che come noi ritengono importante che i propri figli mantengano la lingua italiana.

Però nei miei dieci anni di espatrio, ho anche incontrato alcuni figli di genitori italiani italianissimi, che non parlano assolutamente la lingua, per niente e i cui genitori non si rivolgono mai a loro in italiano. Anzi, alcune di queste persone mi hanno chiesto…

ma perché? L’italiano non serve a niente.

ita-non-serve

La risposta numero uno è semplicissima: per noi è essenziale che i nostri figli siano in grado di comunicare con le nostre famiglie e i nostri amici in Italia. Insomma devono poter parlare con i nonni e gli zii, devono entrare in contatto con i figli dei nostri amici italiani e sentirsi a proprio agio nel chiacchierare di argomenti generici in lingua italiana.

Questo obiettivo è per me il primo gradino da scalare nel nostro percorso di bilinguismo. È anche quello più semplice e diretto. Spesso per raggiungere questo primo livello di bilinguismo è sufficiente esporre i figli alla lingua parlata il più possibile: nelle nostre conversazioni in casa, in frequenti telefonate via Skype con i nonni, gli zii, gli amici, con la lettura costante di libri in italiano, guardando spettacoli televisivi, cartoni animati e film in italiano e così via.

A questo punto del nostro percorso di bilinguismo, mi sento di dire che questo primo gradino è stato scalato. Avanti il prossimo!

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A voi la parola...

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