In Giappone per un giorno

Durante queste due settimane, ci sono state le vacanze di primavera dalla scuola. Sono state delle vacanze abbastanza culinarie, in cui abbiamo cucinato, preparato dolci e soprattutto sperimentato cucine etniche, quelle orientali in particolare. Ieri abbiamo concluso con una giornata interamente dedicata al Giappone.

I preparativi

Il tutto è iniziato per caso. Avevamo deciso di andare a visitare la National Gallery of Victoria e ci siamo accorti che c’era in corso una mostra sui Samurai. Nel sito del museo abbiamo anche trovato alcune schede di presentazione della mostra con attività da fare in giapponese, la lingua che gli scrittori studiano a scuola. Inoltre nei giorni precedenti avevamo pensato di ritentare la preparazione del sushi che avevamo già fatto una volta. Detto fatto, io e lo scrittore siamo partiti in avanscoperta per acquistare quello che ci mancava per realizzare una cena giapponese.

La lista includeva:

condimento per sushi
té verde
salmone
gamberi
tonno

IMG_1258All’ultimo momento, ci siamo fermati all’op shop (vi ho già detto che sono una fan degli op-shop ;o) e abbiamo comprato un servizio di tè giapponese, teiera e cinque tazzine che si adatta perfettamente al nostro servizio (leggi inorganica collezione di oggetti per la tavola ;o) di piatti verde.

Avevamo già in casa il riso per sushi, con chicci piccoli piccoli e rotondetti, le alghe nori, la soia, il ginger, carote, cetrioli e avocado, e il sushi mat (ho dovuto cercare come si chiama in italiano: stuoietta per sushi!).

Bushido: the way of Samurai

Bushido

Arrivati all’NGV, siamo stati distratti da un’installazione nei giardini: si vedevano nuvole di vapore ovunque. Abbiamo scoperto una curiosissima installazione sui profumi. In 7 cabine dislocate per il giardino, veniva presentata una breve storia del profumo mettendo a confronto il “materiale” originario (una molecola sintetica) con il profumo realizzato. Dopo esserci inebriati di Guerlain, ci siamo avviati verso la sezione dedicata agli artefatti asiatici. Fino alla sala dei Samurai.

Mentre la scrittrice piccola cercava di decifrare gli ideogrammi dei colori insieme alla scrittrice grande, io e lo scrittore abbiamo ammirato le bellissime spade dei samurai, impreziosite da custodie decorate e raffinatissimi anelli di metallo che si sistemano alla base dell’impugnatura per evitare che la mano tocchi la lama. Abbiamo scoperto che le lame dei samurai sono le più affilate della storia! Dopodiché ci siamo interessati alle maschere del teatro Noh e ai costumi di scena.

La cena

Al ritorno a casa, ci siamo occupati della cena. Prima di tutto abbiamo allestito la tavola con la nostra teiera, le tazzine da te, le ciotole per la zuppa miso e i piatti per il sushi.

E poi ci siamo dedicati alla preparazione del sushi. Avevamo già cotto il riso prima di recarci al museo. Al ritorno abbiamo affettato le verdure a listarelle e il pesce a piccoli rettangolini e poi ci siamo messi a comporre il sushi.

To be honest…

Finora ho usato il plurale…abbiamo, siamo… in realtà fino a questo punto non è che gli scrittori fossero proprio entusiasti della proposta. Insomma, quando capiscono che sto tentando di farli lavorare con me al secondo fine di utlizzare l’italiano in contesti particolari…ecco un po’ si insospettiscono e boicottano ;o) Lo preciso perché una volta una mia amica mi ha detto: “ma come fai a inventarti tutte quelle attività e soprattutto come fai a coinvolgerli!!!” Ecco, la risposta onesta è: spesso faccio io fino a un certo punto, senza scoraggiarmi se non riesco ad attirare la loro attenzione. Arriva sempre un momento in cui, arrivano in massa (intendo tutti e tre) a dare una mano. E a quel punto: sono miei prigionieri ;o)

Buon appetito!

Ecco il punto è arrivato ed è il confezionamento del sushi. Tutti vogliono dare una mano e qui è dove spingo magari sull’italiano (vocaboli, modi di dire, magari racconto qualche storia mentre lavoriamo). Devo dire che da quando siamo ritornati dal viaggio in Italia è tutto più semplice e non devo sforzarmi di inventare chissà cosa perché la conversazione si svolga completamente in italiano. Viene molto più naturale a tutti.

Ecco in breve il procedimento e il risultato finale della nostra Sushi Night!

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Un pensiero su “In Giappone per un giorno

  1. Pingback: Acqua, acquazzoni, acquolina… | macomefa?

A voi la parola...

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