Cento anni fa

Il 5 agosto del 1914 l’Austria dichiarava guerra alla Serbia dando così inizio alla Prima Guerra Mondiale. Cento anni dopo, il pretesto è più che valido per una bella serata di storia insieme ai miei piccoli scrittori.

Pretesto

Il pretesto: l'attentato di Sarajevo

Il pretesto: l’attentato di Sarajevo

Sì perché le parole sono importanti e pretesto è uno dei termini ricorrenti quando si parla dello scoppio della Prima Guerra Mondiale. E allora il primo esercizio che facciamo nel leggere un breve documento che ci introduce a conoscere cosa successe cento anni fa (che potete scaricare qui) è quello di porre attenzione alle parole:

pretesto
neutrale
interventisti
neutralisti

diventano un primo spunto di riflessione, discussione e infine acquisizione.

Geografia

Il secondo aspetto che ci interessa è chiarire bene dove stanno le parti in causa. Quindi, mappamondo alla mano, facciamo i turni a individuare i Paesi coinvolti nel conflitto soffermandoci sui confini: chi è vicino a chi? chi invade chi e su quale fronte? dove sono oriente e occidente? cosa si intende per fronte orientale e fronte occidentale?

austria_dichiara_guerraFatti

Entriamo un po’ più nel dettaglio e vediamo di capire quali sono i fatti principali di questa guerra: chi invade e chi viene invaso? Riusciamo a capirne i motivi? Qual è il ruolo degli Stati Uniti?

Attualità

E oggi, chi si ricorda di questa guerra? Scopriamo che al telegiornale australiano hanno fatto vedere le commemorazioni europee, in particolare a Londra. E scopriamo anche un bellissimo progetto artistico per ricordare i caduti inglesi: sotto la Torre di Londra verranno simbolicamente piantati 888.246 papaveri rossi di ceramica creati dall’artista Paul Cummins (in questo sevizio fotografico del corriere si vede il grande impatto visivo di questa massa rossa, emozionante!)

E l’Australia?

Non possiamo non fare un paio di considerazioni sulla presenza dell’Australia durante la prima guerra mondiale. Gli Australiani (insieme ai neozelandesi) sbarcarono in Europa il 25 aprile del 1915 per supportare le truppe inglesi durante la campagna dei Dardanelli. A Gallipoli, in Turchia, furono sopraffatti dalle truppe nemiche in una della più sanguinose battaglie che l’isolatissima Australia abbia mai affrontato. Ancora oggi, quando in Italia si festeggia la fine della seconda guerra mondiale, il 25 aprile, in Australia si commemorano i morti della battaglia di Gallipoli con una giornata conosciuta come ANZAC Day (dove ANZAC sta per Australia and New Zealand Army Corp). E così troviamo anche un piccolo aggancio alla nostra vita quotidiana e a piccoli fatti storici di cui gli scrittori hanno parlato a scuola. Facciamo qundi qualche associazione…ecco perché i papaveri…sono gli stessi fiori che usiamo qui a ANZAC Day…ma perché proprio i papaveri?

L’amo è lanciato, un minimo di curiosità verso i fatti si è creata…non resta che muoversi in quella direzione! Volete scoprire con noi cosa è successo? Leggete anche voi questa semplice e breve presentazione della prima guerra mondiale e mandateci una domanda (o anche più): che cosa vorreste scoprire di questa guerra?

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6 pensieri su “Cento anni fa

  1. Bellissimo questo post, Elena! E bella l’idea di creare nei bambini la voglia di imparare e porre la storia nei vari contesti. Penso che una di queste sere la userò con le mie adolescenti, sperando si dimostrino disponibili come i tuoi!

  2. @Sofia: Grazie! Prematura nel senso che i tuoi bimbi sono ancora piccoli? Guarda, la mia più piccola i 6 anni stava intanto ritagliando un piccolo calendario con i giorni della settimana in italiano insieme a papà…ma il mattino dopo mi ha stupito con un paio di osservazioni e domande che si riferivano in generale alla guerra…quindi anche lei aveva sscoltato e a modo suo “imparato” qualcosa.

  3. @juso65: Grazie cara! Non è che impazzissero dalla voglia, ma rispetto ad altre volte penso che l’argomento li spaventasse un po’ da un lato (erano preoccupati che facessi vedere loro foto di battaglie e morti ;o) ma li incuriosiva parecchio dall’altro. Alla fine avevo chiesto loro di scrivere 3 domande che avrei voluto mettere qui per chiudere il post…non ce l’ho ancora fatta ad averle…ma non mollo, eh!? Questo per dire che non è facile coinvolgerli, ma sono sicura che in fondo non gli dispiace questo mio “tampinarli” costantemente…

  4. L’ha ribloggato su Il mio bloge ha commentato:
    As Australian schools are not big in teaching history and geography, I think Elena has found a wonderful way for her children not to miss out!

  5. Pingback: Cento anni fa - Migrants For Love

A voi la parola...

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