Per fortuna ci sono gli amici

Bilancio n. 3

piccolo principeUn aspetto imprescindibile del nostro essere stati in Italia così a lungo è stato poter incontrare tanti amici che non vedevamo da tempo.

Per me è stato bellissimo rivedere amici che non rivedevo da 3 figli e 5 chili fa, conoscere le loro famiglie, stupirmi davanti ai loro figli adolescenti che l’ultima volta ho tenuto in braccio o aiutato a cambiare il pannolino. Ho avuto l’opportunità di far giocare i miei figli con i figli più piccoli di altri amici e scoprire che nonostante la differenza d’età si sono trovati bene, si sono cercati e hanno passato bellissimi momenti insieme.
Ho rivisto con immenso piacere le mie ex-colleghe, alcune delle quali sono uno dei motivi per cui io amo il mio lavoro e continuo a farlo dall’altra parte del mondo. Abbiamo chiacchierato davanti a una pizza di scuola e compiti e università e…
E tutto questo ha avuto un impatto sulla vita dei miei figli e ovviamente sull’uso della lingua italiana in contesti di gioco ma anche di contatto emotivo.

I nostri amici non sono i tuoi amici

Due su tre figli hanno avuto il compleanno in Italia. Mi hanno avvisata chiaramente: mamma, non fare come le altre volte che invitavi i tuoi amici e non i nostri al compleanno. È vero, devo ammetterlo, per un po’ ho creduto che i figli dei miei amici dovessero essere per forza amici dei miei figli. Sebbene questo sia in molti casi vero, i tre scrittori questa volta hanno rivendicato la loro indipendenza nello scegliere gli amici e, andando a scuola, hanno anche avuto la possibilità di avere amici altrove, non fra i miei amici. Non è stato scemplice incontrare amici al di fuori dalla nostra cerchia, ma sicuramente abbiamo avuto modo, in particolare attraverso le feste organizzate dalla scuola e le gite, di mettere i bambini in contatto con i loro amici.

D’altro lato invece, nonostante la loro affermazione di indipendenza, hanno giocato molto volentieri con i figli dei nostri amici. Tutte le volte che me li sono trascinati dietro per cene o incontri, non hanno fatto fatica a trovarsi a proprio agio giocando in casa o fuori, chiacchierando e mettendosi in gioco.

Impatto sulla lingua

Tutto questo ha avuto un impatto determinante sull’uso della lingua italiana. Non solo gli anglicismi si sono gradualmente diradati, le preposizioni sono tornate al loro posto e la sfumatura di accento inglese si è declinata in una sfumatura di accento brianzolo…ma anche il vocabolario si è aricchito, le espressioni idomatiche hanno acquisito senso, alcuni giochi da bambini sono stati etichettati e alcune forme dialettali inserite in situazioni di uso comune. Si sono perfino insinuati nelle frasi i congiuntivi…ancora un po’ affannosamente, ma ci siamo quasi!

Impatto sulla cultura

Questo è il mio preferito. Ad esempio: il gioco della pallavolo. Qui in Australia non è per niente popolare, non fa nemmeno parte dei Commonwealth Games (aperti in questi giorni a Glasgow): insomma cricket, lacrosse, badmington e netball (che immagino l’80% di voi non abbia mai preso in considerazione o forse nemmeno sentito nominare) sono incredibilmente popolari mentre la pallavolo è quasi sconosciuta. E invece uno dei giochi più ricorrenti con i bimbi dei nostri vicini di casa italiani è stato proprio la pallavolo.
Un altro esempio: le merende a base di zuccheri. Sì, ok a casa nostra pane e marmellata e biscotti vanno alla grande sia a colazione che a merenda, ma non è così in generale,  si tende a dare proteine a colazione e merenda piuttosto che zuccheri, visti proprio malissimo. Quindi i gelati, biscotti e torte della nonna sono state una bella sorpresa delle merende con gli amici.

E…

Ogni volta che si parla di amicizia non posso non citare due libri per ragazzi, ma non solo,

che vi consiglio assolutamente di leggere con i vostri figli.

 

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3 pensieri su “Per fortuna ci sono gli amici

  1. Ero a Glasgow a luglio e ho visto in giro i preparativi per i giochi del Commonwealth, manco io sapevo cosa fossero..me lo sono fatta spiegare dagli scozzesi che sono molto orgogliosi di organizzarli quest’anno!

  2. Pare l’Australia stia andando forte ;o) Mi fa impressione sentire i miei figli tifare Australia in prima persona…non so…come “abbiamo vinto”, oppure “siamo forti”…eppure è così…in fondo, anch’io tifo Australia, no? Aussie, aussie, aussie….ohi ohi ohi!!!

  3. Beh dai è normale, anche io nel mio piccolo a 350 km dall’Italia quando è uscita dai mondiali mi sono messa a tifare svizzera! hanno giocato anche discretamente bene a differenza degli italiani😉
    L’integrazione nel paese in cui si vive passa alle volte anche dallo sport 😄

A voi la parola...

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