Perché ci vuole orecchio

Insomma, la prima cosa incredibile che mai avrei pensato di prendere in considerazione è che

qui tutti parlano italiano.

Per il nostro orecchio, abituato ad essere esposto ai suoni della lingua inglese, sentire l’italiano fa davvero strano.

orecchio_musicaleCe ne siamo accorti la prima volta che siamo andati a fare la spesa al supermercato, circa un giorno dopo il nostro atterraggio. Ci aggiravamo un po’ sperduti tra le corsie e ci siamo accorti di girare di scatto la testa ogni volta che qualcuno iniziava a parlare. Un riflesso condizionato che funziona quando siamo immersi nella lingua inglese e ci giriamo stupiti ogni volta che sentiamo l’italiano, chiedendoci: ma allora questi sono italiani?

Mi stupisce il fatto che il nostro orecchio sia in grado di tarare gli ingressi in modo così sofisticato. Perché in sostanza è una questione di orecchio.

L’orecchio umano può captare un’enorme gamma di frequenze (da 16 a 16.000 Hertz) e percepire un’infinità di ritmi. Cionostante, nel corso degli anni, il nostro orecchio si accontenta di essere efficace nella percezione delle frequenze e dei ritmi propri della nostra lingua materna. E noi adottiamo abitudini di cui poi non sappiamo più liberarci.

http://www.tomatis-lausanne.ch/pages/italien/it_integration_des_langues.html

Parola di Tomatis…che noi non possiamo che confermare.

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A voi la parola...

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