Di pesci e rane

Alle volte, anche un compito improvvisato all’ultimo secondo, diventa un interessante momento di riflessione linguistica o anche solo una bella esercitazione…

La piccola scrittrice in erba è tornata da scuola con un’irrefrenabile voglia di scrivere in italiano. Detto fatto, le ho chiesto di scegliere una lettera dell’alfabeto e le ho stampato al volo una scheda dal sito di una maestra italiana che mette moltissimo lavoro in rete e al quale mi rivolgo quando cerco qualcosa di veloce e pronto, oppure qualcosa che sia “molto italiano”, intendo molto simile a quello che si potrebbe vedere in una classe in Italia.

Il sito si chiama www.lannaronca.it e vi invito a tenerlo presente se volete risparmiarvi la fatica di preparare materiale ad hoc.

Per i più piccoli

Per la piccola scrittrice in erba, ho stampato velocemente la pagina della lettera V (da lei richiesta) e le ho chiesto di le ggere e scrivere le sillabe che si formano unendo la lettera V con una delle vocali, poi di completare le parole guardando i disegni.
E qui inciampiamo nel gap culturale che separa me dai miei figli…perché nessun bambino italiano sarebbe in difficoltà (?) a riconoscere una VAligia o un secchio VUoto…ma down under…non è che queste parole ci vengono proprio in mente subitissimo!

lettera VEcco perché ritengo importante ogni tanto, quando capita, infilare una scheda “italianissima” nel lavoro con i bambini. Il lavoro che preparo io per loro, è mediato dalla mia consapevolezza del loro livello di italiano e stile di apprendimento. La scheda che trovo nel sito dell’annaronca no, e mi aiuta a coprire quei buchi che lascio per strada…

Abbiamo anche stampato un bel libriccino con protagonista un pesciolino, anzi tanti pesciolini, che la piccola scrittrice in erba ha letto, colorato e mostrato con orgoglio al papà la sera.

pesci e arcobaleno

Nel frattempo…

ranaGià che avevo aperto il sito, ho stampato un lavoro veloce per lo scrittore. Il suo maestro di quest’anno è appassionato di rane. No, non per il risotto…proprio ha una passione per rane e tartarughe e ha allestito due grossi terrari/acquari che i bambini aiutano a gestire. Così ho stampato un piccolo libretto sul ciclo di vita della rana, ho chiesto alla scrittore di leggerlo, di ricopiare i nomi che riguardano il ciclo di vita della rana, tanto per memorizzarli, e poi di rispondere a due domande.

E anche qui, bang…duro scontro con un fraintendimento di termini.

Una delle domande era: descrivi un girino.
Lo scrittore si è interstardito nel sostenere che per descrivere non devi dire come è fatto (le sue parti), ma solo come sembra (aggettivi: grande, piccolo, leggero…). Ovviamente deve essere stato un fraintendimento legato al termine, ma anche legato a qualcosa che hanno fatto a scuola e che ha trasferito.

Ne è nata una discussione interessante che da un lato, mi ha fatto un po’ innervosire perché mi sembrava così chiaro quello che stavo chiedendo; ma dall’altro ci ha permesso di confrontare quello che nelle nostre rispettive teste “descrivere” significa e arrivare ad una definizione condivisa.

Adesso vediamo se riesco anche a convincerlo a completare la sua descrizione del girino!!!

Anche per voi nascono dei fraintendimenti lessicali o di contenuto con i vostri bimbi bilingui? Avete tecniche speciali per superarli senza conflitti e soprattutto trasformandoli in occasioni per imparare? Sorgono anche all’interno di famiglie italiane in Italia? Quest’ultima domanda mi incuriosisce molto…

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A voi la parola...

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