Tabelline e lingua italiana

Cosa c’entrano?

Stiamo imparando le tabelline…un flagello universale, a quanto pare ;o)
In realtà ho la sensazione che qui la pressione per memorizzare le tabelline sia meno forte, come in generale il carico di compiti o di lavoro. La filosofia che ci sta dietro è che a scuola i ragazzi hanno il tempo e gli strumenti necessari per apprendere e applicare, a casa devono solo “rivedere” le cose fatte a scuola (magari un bel post sui compiti e il loro valore ci starebbe benissimo!).
Ho già descritto in questo post come viene insegnata la matematica. Aggiungo che l’anno scorso ho partecipato ad una serata rivolta ai genitori in cui gli insegnanti hanno spiegato come  supportare i bambini in questa disciplina, quali tecniche vengono loro insegnate e cosa ci si aspetta che imparino. Highlight della serata in riferimento alle tabelline: ciascun bambino ha i suoi tempi per comprendere e maturare i concetti matematici. Forzare una memorizzazione delle tabelline senza comprensione dei concetti che stanno dietro, non dà alcun vantaggio al bambino stesso. Quando sarà pronto (perché avrà acquisito i concetti di multiplo, moltiplicare, dividere, suddividere, contare per…ecc ecc), allora memorizzerà e utilizzerà in modo efficace le tabelline.

E l’italiano?
Dopo questa lunga introduzione vengo al punto, ovvero la relazione tra le tabelline e la lingua italiana.

Fare i compiti in italiano

leggere bimboQuando facciamo i compiti in generale, io parlo italiano con i bambini. All’inizio temevo che questo li confondesse non poco. Ne ho parlato anche con gli insegnanti.  Alla fine, ho deciso di continuare su questa strada. Ad esempio, la piccola scrittrice in erba sta imparando a leggere e una delle strategie che insegnano ad utilizzare è guardare le figure del libro e indovinare/immaginare di cosa il libro parla, raccontarlo attraverso le figure e poi provare a leggerlo. Ecco…noi facciamo la prima parte in italiano (in realtà un po’ mescolata…io faccio delle domande o la aiuto in italiano, lei risponde un po’ e un po’…) e poi leggiamo il libro in inglese. Siccome lo scopo di questo lavoro è l’aspetto di comprensione del testo (e non di lettura meccanica), funziona. Capire in italiano o in inglese…sempre capire è!

Compiti di matematica

La stessa cosa avviene, anche a maggior ragione, in matematica. Non c’è ragione che io usi i numeri in inglese: quando do una mano con i compiti, lo faccio parlando italiano. Certo, se la piccola scrittrice in erba deve contare fino a 100, lascio che lo faccia in inglese e se non si ricorda cosa viene dopo 69 le dico….settanta….seventy.
Con i più grandi invece il problema è superato. Conoscono i numeri in entrambe le lingue, quindi non mi preoccupo di supportare la traduzione, ma solo di lavorare sul concetto matematico che sta dietro….e ciascuno usa la lingua che preferisce.

Le tabelline in italiano

Tabelline1In questi giorni, lo scrittore deve rivedere e memorizzare bene le tabelline del 3 e del  4. E così abbiamo giocato un po’ con i numeri. Ad esempio, prima contiamo per 3, poi diciamo 3×1=3, 3×2=6 … e poi andiamo in ordine sparso.
In italiano.

Quando papà ci ha sentiti, ha detto…”forse è meglio che gliele chiedi in inglese, altrimenti si confonde”. E lo scrittore candidamente: “No, papà! Per me è uguale!”*

Bello, mi ha fatto piacere sentirglielo dire, significa che aver sempre fatto i compiti di matematica in italiano ha supportato questa velocità di passaggi da una lingua all’altra per cui quello che conta è il valore delle cifre e il “come si dice” è solo il tramite di espressione che non altera la comprensione (o la velocità) del calcolo.

*Per me ovviamente, non è uguale…ma questa  è tutta un’altra storia!

Anche voi fate i compiti di scuola con i vostri bimbi in italiano? Oppure preferite usare la lingua di insegnamento? Quali sono i vostri dubbi? Le vostre esperienze? Avete qualche trucco da condividere?

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11 pensieri su “Tabelline e lingua italiana

  1. Cara Elena, faccio tesoro delle tue esperienze! La mia bimba grande comincerà il Kindergarten tra due settimane, e ho in effetti fatto qualche pensiero sul “come” aiutarla a scuola… ne parlerò anche io con le maestre, ma l’idea di poterla aiutare in italiano mi attira moltissimo 🙂

  2. Ciao, passo di qua per caso e mi fermo, quantomeno tengo d’occhio gli articoli tempo per,mettendo. Interessanti spunti. Io non sono (non piu) all’ estero, ma cerco di non far dimenticare il francese alle bimbe. Buona estate!

  3. Oh mamma qui i numeri in tedesco si dicono al contrario quindi 34 è 4 e 30, non so come faro’ con le tabelline e dire che ci dovrei fare pure la mano!!

  4. @Anna: Io ho sempre fatto così e, almeno per il momento, non credo di aver rovinato la loro carriera scolastica! Anzi, spesso sono loro che cercano di spiegarmi cosa devono fare (che non sempre mi risulta chiarissimo…ehm..ehm), e quindi sono costretti a usare un po’ di italiano ;o) Gli insegnanti poi non hanno mai suggerito di usare l’inglese…sarà mica perché sentono come parlo?!?!?

  5. Grazie Helga! Per fortuna internet offre tante possibilità e la strada per mantenere le lingue, se pur non semplicissima, è più abbordabile. In bocca al lupo!

  6. @Annalia: La confusione sarà tutta tua più che dei tuoi alunni!!! Che faticaccia!!! Comincia ad allenarti scienziata Annalia…dai che organizziamo un campionato expat delle tabelline in tutte le lingue?

  7. che dire male che vada ho la maestra Elena che mi dà una mano. devo solo svegliarmi all’alba per ripeterle le tabelline!

  8. Interessante la questione della lingua per la matematica. In questo momento sono alle prese con il mio primo scoglio: le tabelline. Quindi, se non ho capito male, gliele posso insegnare in italiano e poi lui fa lo switch in inglese? Io non lo vedo convinto…però a scuola la verifica con le tabelline random era perfetta! Smentita dai fatti o pura coincidenza? Illuminatemi…

  9. Ciao Cla, ma già le tabelline? Qui ormai le abbiamo abbastanza consolidate (in quarta) e siamo sulla retta via (in terza)…comunque io gliele chiedo in italiano… eloro sono liberi di rispondere come vogliono. Io non credo che questo possa comportare un problema…anche se sno un filino più lenti a rispondermi, non mi sembra un dramma ;o) parere strettamente personale, non supportato da teorie sceintifiche…In bocca al lupo per l’anno scolastico!

A voi la parola...

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