Frankenstein

Frankenstein-walking-2A scuola, la scrittrice grande ha imparato un gioco utilizzato dall’insegnante per aiutare un nuovo alunno a conoscere i suoi compagni.
I bambini si mettono in cerchio, uno in mezzo è Frankenstein e deve camminare con le braccia allungate in avanti, le gambe larghe e i passi stentati come il mostro. Si parte dicendo il nome di un bambino e Frankenstein deve dirigersi verso quel bambino che deve dire il nome di un altro prima di essere toccato, così Frankenstein dovrà dirigersi verso il nuovo bambino che velocemente dovrà dire il nome di un altro ancora prima di essere toccato da Frankenstein e così via.

Noi, ieri sera, prima di andare a dormire, lo abbiamo trasformato in un gioco divertente (che ha ritardato l’ora della nanna, of course!) ma che ci ha permesso di passare un quarto d’ora allegro e…istruttivo!

Sì, perché con questo gioco abbiamo

  • usato e allargato il nostro vocabolario di parole italiane per gli oggetti nella camera
  • allenato e velocizzato la prontezza  nell’uso di vocaboli italiani

Il gioco

A turno, uno di noi era Frankenstein e un altro doveva nominare degli oggetti nella camera che Frankenstein doveva provare a toccare, ma appena si avvicinava all’oggetto nominato, bisognava subito dirne un altro.

I vocaboli

La cosa che è risultata subito difficile per la scrittrice grande e lo scrittore, era riuscire a nominare gli oggetti: come si dice pencil case? E globe? E shelf? Insomma, non che non conoscano queste parole (almeno non tutte) il problema è che è proprio difficile dirle velocemente, scegliere l’oggetto lontano da Frankenstein in modo da avere tempo di pensarne subito dopo un altro. Abbaimo dovuto riprovare più volte prima di scoprire il trucco, ovvero osservare bene gli oggetti e la loro posizione, scovare alcuni oggetti negli angoli e distanti fra di loro e altenare il nome di oggetti in posizioni molto distanti fra loro. Nonostante queste tecniche, a un certo punto del gioco diventa comunque difficile riuscire a mantenere il ritmo elevato e Frankenstein riesce a raggiungere e toccare gli oggetti.

Il divertimento

La parte più divertente è stato accorgersi di quanto difficile è chiamare le cose con il proprio nome, collegare velocemente l’osservazione dell’oggetto con la parola da utilizzare. Questo ha creato momenti divertenti con l’invenzione di nomi mezzi italiani e mezzi inglesi (come globo per mappamondo) oppure l’utilizzo di un nome per indicare un oggetto che veniva poi frainteso o scambiato per un altro. Insomma, ci siamo fatti un po’ di risate.

Estensione

Oggi, proveremo a giocare a Frankenstein in ambienti diversi, in modo da estendere il nostro vocabolario e la nostra velocità a “chiamare gli oggetti”  in ambienti diversi: la cucina, il giardino, il garage, la strada, il parc0 giochi.

Vi è mai capitato di improvvisare un gioco che funziona , coinvolge tutti e insieme a un po’ di divertimento, porta un inaspettato esercizio nell’uso della lingua? A volte queste cose sono estemporanee ed efficaci, lasciando tutti soddisfatti….con il minimo impegno! 

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A voi la parola...

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