Perché è così difficile?

Nelle ultime settimane sono entrata in contatto con molte famiglie  che stanno cercando di organizzarsi nel modo migliore per mantenere la lingua e la cultura italiane per i propri figli.

Questo mi ha indotto a chiedermi: dove sta il problema? Perché è così difficile organizzarsi per fare il compito di italiano con i propri figli? Credo di aver intuito che il problema grosso non sia parlare con i propri figli in italiano o leggere per loro o anche raccontare episodi che riguardano la propria storia o aspetti della cultura italiana. Il grosso scoglio è fare che questo, da occasionale e aleatorio, diventi una routine e quindi crei un effettivo cambiamento nell’italiano dei nostri figli.

Allora, ecco in breve aspetti positivi e difficili dell’organizzare il compito di italiano.

Aspetti positivi:
organizzare il compito di italiano permette di avviare una routine che aiuta a non distrarsi, a non dimenticare, a predisporsi meglio ad imparare
inoltre costruisce fiducia nelle proprie capacità e rende più efficace il lavoro

Aspetti difficili (non negativi):
riuscire a mantenere l’attività in modo costante nonostante… il caldo, il freddo, la stanchezza, un compagno di classe che viene a trovarci, un amico che si ferma per la merenda, un compito extra per la scuola, ecc ecc ecc
ci vuole tempo per preparare il materiale
rischia di diventare pesante e quindi controproducente

Homework-Routine la routine –

è molto difficile avviare una routine con il compito di italiano. I bambini hanno la scuola e alcuni impegni extra-scolastici (penso allo sport o corsi di arte e musica), poi hanno l’imprescindibile diritto di giocare, oziare e invitare gli amici. Se poi i figli sono più di uno le attività (e gli amici) si moltiplicano e anche solo il pensiero di trovare mezz’ora alla settimana per fare qualcosa in italiano diventa complicato.

una soluzione possibile: avviare questa pratica del compito di italiano molto presto, prima dell’inizio della scuola. Fra le persone che mi hanno contattato, quelle che non hanno questo problema sono quelle con bimbi in età prescolare. Vi invito anche a leggere i suggerimenti di questo post di Bilingual Monkeys a questo proposito (in inglese). Purtroppo, per chi -come me- ha i figli più grandicelli, questo suggerimento non può valere molto…proviamo con qualche altra riflessione

siti-webi materiali da utilizzare –

a volte, la parte complicata è sapere cosa fare. Siamo riusciti a ritagliarci un momento, la routine è avviata, cosa proponiamo ai nostri figli? Io vi consiglio di fare affidamento alla rete. In rete si trova di tutto, il problema è chiarirsi le idee su cosa cerchiamo. Faccio alcuni esempi che spero vi tornino utili.

siti di materiali didattici – una possibilità è cercare schede e materiali didattici nei siti di maestre e maestri italiani che mettono online gratuitamente il loro lavoro. Googlando la classe e la materia ne potete trovare a bizzeffe, la maggior parte dei quali di buona qualità. Ad esempio: classe prima elementare ortografia, oppure terza elementare italiano. Io ho usato spesso schede di matematica già pronte in italiano. È interessante per due motivi: il vocabolario usato dagli insegnanti di matematica italiani e il tipo di richieste hanno costretto i miei figli non solo a usare la lingua ma a entrare un po’ nella cultura scolastica italiana (un’amica mi ha chiesto di scrivere qualcosa su come si insegna la matematica qui, mi riprometto di farlo presto ;o)

siti di scuole – alcune scuole italiane hanno siti fatti molto bene che raccolgono anche esempi di lavori degli studenti. In particolare, inviterei i genitori di ragazzi nell’età delle scuole medie a tentare questa strada, magari a leggere con i ragazzi i progetti trovati e provare a lavorarci sopra in qualche modo.

macomefa – mi piacerebbe che questo sito potesse trasformarsi in un punto di ritrovo per scambiarci non solo pareri, ma anche materiali. Nella pagina sui Materiali ho cominicato a raccogliere alcune app o articoli utili, vorrei arricchirla presto con ebooks e kit di scrittura.

DSC07971chi fa cosa? –

A volte il problema sta nel fatto che è difficile fare i maestri dei propri figli.

una soluzione possibile: sarebbe bello poter organizzare dei piccoli gruppi di supporto che si ritrovano e lavorano insieme. Si poterbbero dividere i bimbi in gruppetti per età e… scambiarsi i figli! Questo sistema avrebbe anche il grandissimo vantaggio che i nostri bimbi potrebbero interagire in italiano con qualcuno al di fuori della famiglia. In Colorado, Anna ci sta provando. Vi terremo aggiornati sul loro andamento!

creativita-2questione di carattere –

Non voglio con queste osservazioni rinforzare gli stereotipi sugli italiani. Bisogna però prendere atto che, in modo assolutamente generalizzato e per niente personale, una nostra caratteristica è  la creatività, piuttosto che l’organizzazione (ad esempio il fatto che abbia speso un minuto per colorare la parola creatività non sarebbe per niente compreso da un mio collega molto più efficiente e pragmatico di me).  E allora, invece di ripeterci continuamente che dovremmo essere più organizzati e pragmatici come sono nel mondo anglo-sassone (quello che io conosco meglio), proviamo a tirar fuori il meglio di noi partendo dai nostri punti di forza, invece che volendo correggere i nostri punti deboli.

una soluzione possibile: non riusciamo ad avere la fatidica mezz’ora di italiano? Benissimo, sfruttiamo ogni spunto che la nostra quotidianità ci offre. Chiamerò questo approccio…dolce, non solo perché sono golosissima, ma anche perché io, presonalmente, do il meglio di me quando non sono sotto pressione per rispettare il preciso momento del compito di italiano. Un esempio lo trovate nel post di qualche tempo fa sulla visita al planetario. Oppure la nostra vacanza alla fattoria ci ha permesso di introdurre vocaboli degli animali e dei mezzi utilizzati nei lavori. Quando siamo stati all’Airshow, abbiamo scoperto che leggiamo i nomi difficili degli aerei di guerra in modo diverso se siamo italiani o australiani.

alcuni suggerimenti: nell’approccio dolce il punto di forza sta nell’approfittare di quello che capita. Il punto debole è che potremmo dire cose interessanti ma che non portano un reale beneficio. L’ideale sarebbe:

*darsi una regola temporale, ad esempio riuscire a trovare uno spunto interessante ogni settimana (o ogni due settimane o ogni due giorni, sta a voi!)
*darsi una regola pratica, ad esempio lo spunto deve sfociare in una forma di attività (leggere o scrivere qualcosa, vedere un film, creare un album, fare un piccolo lavoretto)
*trovare un elemento strettamente legato alla lingua, cose molto semplici come ad esempio come si scrive una certa parola che abbiamo utilizzato (una sola basta!)

Coma al solito, passo a voi la parola per completare questo breve elenco di possibilità o per farmi sapere se funzionano.

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A voi la parola...

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