Il linguaggio matematico

Oggi la scienziata Annalia mi è venuta ancora una volta in soccorso.

Dopo la nostra visita al planetario e la scoperta di molte informazioni riguardo lo spazio, ero in difficoltà a comprendere alcuni strani simboli che ho trovato su dei libri. Ma dopo aver letto il suo messaggio, ho capito molte cose. Lo metto qui sotto, potrebbe servire anche a voi.

la scienziata Annalia

Linguaggio matematico: le formule.

Oggi vorrei parlarvi di un linguaggio speciale, un linguaggio che conosco bene, fatto di forme, lettere strane e tanti numeri: il linguaggio matematico.

Una volta, tanti anni fa, gli arabi ci fecero un regalo meraviglioso, la possibilità di scrivere quello che contavamo. Erano i numeri come li conosciamo noi oggi. I numeri arabi sono quelli che ancora usiamo, che ci permettono di fare calcoli -come addizioni, sottrazioni- e di pagare, di pesare, dire la nostra età e molto altro ancora.

Oltre a questo linguaggio matematico così facile e immediato, ce n’è un altro, utilizzato dalla fisica e dalla chimica, fatto di formule.

Cosa sono le formule?

Una formula (dal latino formula diminutivo di forma: modo, norma, regola) è un’espressione matematica utilizzata per esprimere in maniera breve e chiara delle relazioni di quantità. Il linguaggio utilizzato nelle formule è quello della matematica, che si serve di simboli e di numeri.

Come sono nate le formule?

Gli scienziati del passato scrivevano come su un diario le loro osservazioni della natura, pagine e pagine di descrizioni per spiegare concetti come il moto dei pianeti, le forze, le composizioni chimiche dei materiali. A un certo punto si resero conto che questo sistema non funzionava perfettamente* e qualcuno timidamente cominciò a inserire delle abbreviazioni: una « F » per dire forza, una « a » per dire accelerazione, « m » come massa.

Usando le abbreviazioni si potevano più facilmente esprimere concetti come questo:

F = m x a                                      

che con le parole sarebbe

la forza è uguale alla massa moltiplicata per l’accelerazione

Vi è già chiaro che la formula rende la scrittura molto più semplice. Dovete ricordarvi solo tre lettere invece di tutta una frase. Di sicuro un bel risparmio per chi doveva pubblicare i libri.

Nel 1900 ormai le formule erano già tantissime. Questo venne molto utile ai fisici che si occupavano del mondo infinitamente piccolo e stavano scoprendo tante particelle, le componenti ancora più piccole dell’atomo. Avevano bisogno di nuovi simboli per scrivere le loro formule e si rivolsero (come spesso avviene) al passato, in particolare agli antichi greci, grandi scienziati e filosofi. Infatti, se i numeri li dobbiamo agli arabi il nome delle particelle subatomiche e di altre costanti fisiche lo dobbiamo ai greci: gli scienziati decisero di usare proprio l’alfabeto greco, sia maiuscolo che minuscolo, per scrivere le loro formule!

Secondo voi era solo per comodità che le formule venivano scritte così?

*Pensate se la formula fosse stata scritta in francese o in inglese, quante persone italiane l’avrebbero capita, se non parlavano una di queste due lingue? Poche direi. Utilizzando dei simboli, la formula risulta chiara per tutti gli scienziati del mondo, qualsiasi lingua parlino, senza fraintendimenti.

Il linguaggio matematico è un linguaggio che travalica i confini nazionali, parla a tutti gli scienziati allo stesso modo in tutto il mondo. Un linguaggio internazionale!

Come possiamo sfruttare l’uso delle formule nella vita di tutti i giorni?

Volete vedere un esempio? A me piace usare i simboli matematici per scrivere i miei appunti. Come per esempio:

∀ persona che conosco voglio regalare un fiore,

anzi un numero ∞ di fiori!

La prima, una A rovesciata vuol dire «ad ogni», mentre quell’otto rovesciato altro non è che il simbolo di infinito. Quindi la mia frase significa:

Ad ogni persona che conosco voglio regalare un fiore, anzi un numero infinito di fiori!

Che tipi buffi i matematici, si sono messi a rovesciare le lettere e hanno inventato simboli nuovi per dire quello che volevano senza fatica.

Questa E girata l’avete vista magari dall’ottico quando vi fa l’esame della vista ma per i matematici ha un significato ben preciso, vuol dire « esiste ».

Non è magnifico poter scrivere parole o esprimere concetti con pochi simboli?  È come avere una lingua segreta per comunicare.

Da bambina a scuola mi divertivo a creare un linguaggio in codice, così i bigliettini che scrivevo ai miei compagni la maestra non li capiva. I matematici hanno fatto qualcosa di simile ma per il motivo contrario: loro volevano farsi comprendere a quante più persone possibile.

Ora un piccolo quiz per voi, se la E girata vuol dire esiste cosa potrà significare questo?

Al primo che mi saprà rispondere prometto di mandare dovunque sia un libro!

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A voi la parola...

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