Una visita al Planetario

Uno degli aspetti che caratterizza il linguaggio dei ragazzi che frequentano la scuola e vivono in un ambiente dove la lingua prioritaria non è l’italiano, è la mancanza di vocabolario in certi settori, riguardo certi temi. A volte, raccontare un esperimento fatto a scuola o una ricerca o un’attività può risultare difficile per la mancanza di termini precisi per “tradurre” in parole, fatti e pensieri.

Un visita al Planetario può diventare un’occasione piacevole per utilizzare termini specifici che riguardano lo spazio.

spazio_buco_nero

Dopo aver seguito una interessantissima proiezione sui buchi neri, la storia della loro scoperta, le loro caratteristiche, ne ho approfittato per parlare di un argomento interessante in italiano.

Ecco alcuni degli sviluppi e delle ripercussioni che la nostra visita ha suscitato:

– Abbiamo costruito una mappa dei termini in italiano che abbiamo utilizzato, sentito, ricordato. Per realizzarla, abbiamo semplicemente inserito i vocaboli in wordle. Se non lo conoscete, provatelo! È semplicissimo da utilizzare (i bambini possono scrivere da soli – altro esercizio – e scegliere colori e struttura) e il risultato è decisamente accattivante.

– La sera a tavola (luogo fondamentale per esercitare l’italiano orale) abbiamo raccontato quello che abbiamo visto a papà (essendo più scienziato della mamma, i bambini sono sempre interessati a discutere con lui temi di tipo scientifico). La discussione è stata coinvolgente e  animata, ognuno ha portato un piccolo contributo, dalla considerazione più semplice della nostra quattrenne “Se cadi nel buco nero, non ci sei più” alle osservazioni sulla teoria della relatività dei più grandi “Ma allora la luce si può piegare” o anche “Ci sono dei buchi neri enormi che possono inghiottire la nostra intera galassia”. Qualche frase sfuggiva in inlgese, ma la discussione è stata portata avanti in italiano.

– Al Planetario abbiamo preso dei volantini su vari temi fra cui i buchi neri e anche alcune indicazioni sulle costellazioni e pianeti che possiamo vedere in questi giorni nel cielo. Questi sono stati lo spunto per dare un nome in italiano a stelle, costellazioni, pianeti e satelliti, da Giove e Venere, fino alla cintura di Orione, Aldebaran, Alfa Centauri e la Stella del Sud.

– Un ultimo spunto è stato di tipo storico-culturale. Nella proiezione venivano presentati alcuni scienziati che hanno portato a scoperte fondamentali per individuare e studiare i buchi neri. Fra tutti, abbiamo parlato un po’ di Einstein e da qui sono uscite domande davvero interessanti sulla teoria della relatività o in generale sul valore delle scoperte scientifiche. Queste ci hanno dato modo di prendere in considerazione altri scienziati e di orientare il discorso verso alcuni importanti scienziati italiani del passato (in particolare un accenno a Galileo e al metodo sperimentale, di cui potete trovare un approfondimento qui.)

Un pomeriggio piacevole è diventato anche lo spunto per arricchire il nostro vocabolario, esercitare la scrittura di alcune parole, discutere in italiano su un tema specifico e con una terminologia appropriata.

Il tutto si è concluso il giorno successivo, oggi, con la visione di un film – Navigator del 1986.

flight-of-the-navigator-1986
Il fim originale è americano, ma si trova una versione italiana in youtube che si può guardare in streaming.

nav2Parla di un bambino che tornando a casa una sera, inciampa e cade svenuto. Quando si risveglia, torna a casa ma nella sua casa abitano estranei che lui non ha mai visto. Infatti, lui crede di essere stato via solo per qualche ora…in realtà ha fatto un viaggio interstellare e per il tempo terrestre sono passati 8 anni. Il film è avvincente, con momenti che possono essere emotivamente molto coinvolgenti per i bambini.

Buona visione!

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3 pensieri su “Una visita al Planetario

  1. sei un mito Elena!!! Potessi essere anch’io un pochino come te le mie figlie ne beneficerebbero..Ti abbraccio forte

  2. Ele, ricordati che nel blog scrivo solo le cose che vengono bene ;o) Le tue bimbe sono molto più che fortunate!!! Grazie per aver lasciato un tuo commento!

  3. Pingback: Perché è così difficile? | macomefa?

A voi la parola...

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