Il compito di italiano (3) – parlare

Proviamo ad approfondire COSA proporre e COME lavorare con i bambini per aiutarli a crescere bilingui, a non abbandonare la lingua minoritaria. Nel nostro caso, l’ITALIANO.

Partiamo dal primo livello fra quelli  che abbiamo considerato nel primo articolo sul compito di italiano:

il PARLARE, il COMUNICARE in forma orale.

Nella vita di tutti i giorni dobbiamo sforzarci di parlare con i nostri figli SEMPRE in italiano. Purtroppo a un certo punto, anche questo sembra non bastare. Quando i bimbi diventano più grandicelli, in particolare con l’inizio della scuola e di una vita sociale più ricca, diventa sempre più difficile che loro continuino a rivolgersi a noi in italiano (o almeno può succedere che diventi più complicato).

Una riflessione:

un elemento estremamente importante è che il bisogno di parlare italiano sia REALE. Loro sanno benissimo che noi li capiamo anche nell’altra lingua e per questo diventa più difficile essere consistenti. Il nostro compito è creare per loro situazioni in cui ci sia realmente bisogno di comunicare in italiano.

Alcuni esempi:

1- una chiacchierata via skype con i nonni o altri familiari in Italia. Mi sono accorta di quanto i miei figli si sforzino di spiegarsi chiaramente quando sanno di non poter usare l’inglese. Sforzo sempre premiato perché la comunicazione funziona (e a volte un po’ di frustrazione perché proprio non ci si riesce a spiegare).

2- creare un gruppo di amici italiani con cui ritrovarsi periodicamente, possibilmente con bambini della stessa età, un playgroup per i più piccoli, una merenda o un picnic per i più grandi, un caffé o una cena per le famiglie. È molto motivante e soprattutto consente di variare temi e stili di conversazione rispetto a quelli familiari. Uno stimolo importante per esercitare la conversazione, la comprensione e il dialogo.

3- una particolare organizzazione delle attività all’interno della famiglia. Ad esempio noi abbiamo una regola ferrea: a tavola si parla solo italiano. Ci sforziamo di chiederlo in modo consistente. Un’altra occasione in cui chiedo lo sforzo di parlare italiano è quando si fanno i compiti, io faccio loro le domande o mi faccio spiegare le cose in italiano. In questo modo ho la possibilità di utilizzare con loro un vocabolario che altrimenti non avremmo occasione di conoscere. Ma la scelta potrebbe cadere su altre situazioni a seconda dell’età e degli interessi dei bambini: la lettura prima di andare a nanna, il momento della pappa, le canzoni o i cartoni animati, quando si sale in auto, a voi la scelta!

Alcune osservazioni di metodo:

Evitiamo di correggere i bambini in modo sgradevole: mai umiliare, mai deridere. Un metodo efficace è chiedere di autocorreggersi. Rende più consapevoli dell’errore fatto, aiuta a ricordarsi. Invece di dire: hai sbagliato, potremmo dire guarda che in italiano si dice così, oppure sarebbe meglio dire…Un altro consiglio è chiedere di ripetere la frase corretta (o di riutilizzarla in una nuova situazione comunicativa).

Possiamo anche iniziare a suggerire termini più corretti, una costruzione della frase più efficace o l’uso di una preposizione al posto di un’altra. Ascoltandoli parlare giorno dopo giorno, sapremo accompagnarli ad apprezzare la nostra lingua madre, a rispettarla e a usarla nel modo migliore possibile.

Veniamo ora al compito di italiano.
Come possiamo migliorare la comunicazione orale durante il nostro compito settimanale?

Il momento del compito di italiano è un po’ diverso: è un momento formale in cui sappiamo che stiamo imparando qualcosa. Quindi possiamo chiedere di lavorarci con lo stesso impegno di un compito scolastico o un’attività sportiva…solo facciamo in modo che sia più accattivante!

Racconta un’immagine.

Possiamo chiedere ai bambini di fare un disegno oppure di osservare un quadro d’autore, potremmo selezionare una fotografia da un quotidiano, una rivista o da un album di famiglia, potremmo semplicemente aprire il computer e googlare un parola qualsiasi. Ci sono mille modi per trovare un’immagine interessante, curiosa, stimolante per i nostri bambini.

Chiediamo di raccontarla: ne potrebbero uscire una descrizione, un racconto di fantasia o il racconto di un fatto vissuto (una gita, una festa, un incontro, un viaggio). Suggerite le parole di cui vi chiedono ‘non so come si dice’, riformulate le frasi poco chiare, suggerite termini più corretti, dimostrate di capire bene quello che vi dicono, rinforzate gli elementi positivi che mettono in atto.

Fumettiamo?

Avete mai pensato di trasformarvi nei protagonisti di un fumetto? Potrebbe essere divertente, no? Allora potreste trovare delle vignette, delle strisce con personaggi che ai vostri bambini piacciono.

Togliete le parole dalle nuvolette e…via, liberate l’immaginazione! Ciascuno di voi è uno dei personaggi (potete così coinvolgere più di un bambino alla volta, magari anche tutta la famiglia…papà, mamma, fratelli e sorelle, amici vari). Seguite le espressioni e le situazioni proposte dalle vignette e inventate un dialogo. All’inizio potrà essere semplicemente un ‘botta e risposta’, ma se i vostri bimbi si fanno prendere dall’entusiasmo, ne potrebbero uscire divertenti o profondissimi dialoghi!

Ciak, si gira!

Potreste suggerire ai vostri  bambini di girare dei piccoli video (che potrete registrare con una macchina fotografica digitale, un iPad o un iPhone, un computer). I video potrebbero essere dei tutorials che spiegano come giocare a calcio, o un gioco di carte o ancora un videogame.

Oppure potreste immaginare di offrire delle lezioni di italiano ai vostri amici e registrare dei video per insegnare loro alcuni vocaboli (colori, numeri, animali, ecc). Lasciate lavorare i bambini da soli (con un fratello o una sorella, un amico o un cuginetto), lasciateli pasticciare con le parole e con le tecnologie, invitateli a riascoltarsi,  correggersi, divertirsi. Usate i video in casa o con gli amici (con il loro permesso, ovviamente), guardateli insieme e valorizzate sempre il loro lavoro! Lasciatevi ispirare, ad esempio, da Silvia Tosolini di Italian for kids: potete trovare i suoi video nel blog http://www.italyfromtheinside.com

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2 pensieri su “Il compito di italiano (3) – parlare

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A voi la parola...

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