Industrie ed economia (con un pizzico di fantasia)

Studiando la rivoluzione industriale, ci siamo imbattuti anche in alcuni temi legati all’economia. Chi avrebbe mai pensato che potesse uscirne un lavoro coinvolgente per i ragazzi e con alcune possibilità di sviluppo interessanti.

Dopo aver cercato di capire come si possono classificare le attività economiche e aver elencato e definito i settori economici, ho invitato i ragazzi a fare una  piccola ricerca di vocaboli legati al mondo dell’economia. Ho presentato ai ragazzi la definizione di due termini: profitto e capitale e ho chiesto loro di suggerirmi altri vocaboli legati ai temi economici.

Guardate che elenco ricco ne è uscito.

Chiedere ai ragazzi di portare un contributo all’approfondimento che si sta portando avanti è importante per due motivi.

Per l’insegnante, è un modo per avere un’idea di quello che i ragazzi già sanno (quando si programma un lavoro è essenziale partire da dove i ragazzi sono e portarli…altrove)

Per i ragazzi, è un modo per indirizzare il lavoro in una precisa direzione, è lo spazio libero in cui mettere le proprie conoscenze, farsi delle domande, spingere verso i propri interessi.

Nel corso di cultura italiana online, queste richieste che io propongo ai ragazzi sono solo spunti per aprire una porta, una pagina, un aspetto che magari non avevano considerato. Può diventare anche un modo in cui le famiglie che partecipano al corso possono integrare e allargare gli spunti offerti.

Una delle famiglie coinvolte mi ha raccontato che il tema non era di particolare interesse in sé per il ragazzo, ma aver avuto l’occasione di riflettere e ricercare ha fatto scaturire interessanti discussioni e spiegazioni attorno ai vocaboli scelti.

Ottimo! Questo è uno degli scopi che il corso si ripropone. E il vantaggio è che essendo la domanda posta in italiano, nessuno si ricorda più di parlare “l’altra” lingua e si parla di un argomento improbabile proprio in italiano.

Come utilizzare quindi questi spunti?

Dipende moltissimo dall’interesse personale non solo dei ragazzi, ma anche di chi li accompagna in questo percorso. Si potrebbe ad esempio scegliere uno di questi termini e vedere quali diverse sfumature di significato assume in contesti diversi. Ad esempio, il termine RICCHEZZA si presterebbe benissimo a riflettere sui diversi “tipi” di ricchezza, non solo economica: in quante diverse espressioni posso usare questo termine? Ricchezza di vedute per una discussione piena di pareri diversi, ricchezza di spunti per un argomento discusso nei minimi particolari, ricchezza di contenuti per un testo che raccoglie molte idee diverse, oppure passare all’aggettivo RICCO…chi? di cosa? un uomo ricco di soldi, un tiramisù ricco di grassi, una bistecca ricca di proteine, un giardino ricco di profumi, un concerto ricco di emozioni…

Si potrebbe lavorare sui termini RISPARMIO, RISPARMIARE. Risparmiare soldi, ma anche tempo. Dove vanno i frutti del nostro risparmio? I soldi probabilmente vanno in banca…e il tempo? Potremmo introdurre alla conoscenza delle Banche del Tempo, a concetti di solidarietà o condivisione di ideali. Perché no?

Oppure la parola MERCATO. Io lavorerei sull’aspetto multiculturale: quanti e quali diversi prodotti un mercato offre in un paesino del sud Italia, in un villaggio dell’Africa sub-sahariana, in una comunità sulla cima delle Ande, in una piazza viennese a Natale, in una capanna ai piedi dell’Himalaya, in un mall americano? Immagini, profumi, colori, sapori.

Come sempre spazio alla fantasia e anche un’arida lezione di economia può diventare terreno fertile per un arricchimento lessicale, espressivo e, perché no, culturale. Buon lavoro!

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A voi la parola...

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